Russi

Formatosi nel periodo medievale e nel Cinquecento, a seguito delle lotte tra Ravenna e Faenza per la supremazia dell’area di confine, Russi è un vivace centro agricolo-industriale, noto agli archeologi per il ritrovamento di un’importante villa romana risalente all’età augustea.

Oggi, dell’antica e possente struttura fortificata sono rimasti la rocca, una costruzione a pianta circolare ed un torrione incorporati nel complesso dell’ex Ospedale Maccabelli; sussistono inoltre quattro torrioni angolari.

Notevoli ancora oggi sono invece gli edifici religiosi, tutti risalenti al XVIII secolo: la Chiesa Arcipretale, la Chiesa del Carmine, la Chiesa dell’Addolorata e l’Oratorio di San Francesco, che custodisce il monumento funebre di Domenico Antonio Farini.

Notevoli sono anche gli edifici religiosi, tutti risalenti al XVIII: il maggiore è quello della Chiesa Arcipretale.

A Russi sono vive le tradizioni e la memoria del passato anche attraverso la valorizzazione di prodotti tipici enogastronomici.

STORIA DI RUSSI

Russi, che in onore di L.C.Farini nel 1878 fu insignita del titolo di città, vanta una storia bimillenaria, come attesta l’area archeologica della Villa Romana. Fin dal Medioevo faentini e ravennati si contesero questo territorio al centro di una fertile pianura.
I ravennati, per difendersi dalle aggressioni faentine, avevano costruito i castelli di Raffanara (sui cui resti nella seconda metà del XVII secolo fu costruito il palazzo di S.Giacomo) ed il castello di Cortina, distrutti nel 1234.

Le tracce di una grande villa padronale e di una agricoltura avanzata: poi le nebbie di pi di mille anni che, quando cominciano a diradare, rivelano i connotati di un territorio afflitto da dissesto idraulico e non di meno duramente conteso da citt vicine.
Fin dall’alto Medioevo, infatti, la zona dove si inserir il “castrum” di Russi fu contesa da faentini e ravennati, i quali avevano costruito in questo territorio i castelli di Raffanara e di Cortina, per difendersi dalle aggressioni degli avversari faentini.
Nel 1234, durante le frequenti lotte fra le due “citt”, i faentini abbatterono le due roccaforti lasciando i ravennati senza difesa. In questo territorio sorse un centro e fu necessariamente un castello, cio un centro fortificato. Russi nacque cos nel 1371 per volere di Guido Da Polenta (sesto dei “Signori” della casata ravennate), che visse nel castello fino al 1377.
Alterne furono le successioni fra le casate Polentane e quelle dei faentini Manfredi, per il controllo dello strategico “castrum” russiano.
I primi tre decenni del XVI secolo furono comunque terribili. Il castello sub infatti diversi assedi: prima da parte delle truppe del Borgia, poi dalle forze della Lega di Cambrai, infine il tremendo eccidio del 3-4 aprile del 1512 da parte di Gastone di Foix. Ad accrescere le sventure, nel 1527 passarono per il territorio russiano le truppe di Carlo di Borbone dirette a Roma, forze che occuparono il castello saccheggiandolo, uccidendo e rubando.
Dopo varie vicende, Russi nel 1568 ritorn sotto la giurisdizione di Faenza, ma riusc ad ottenere magistrature proprie ed autonomia amministrativa. Da allora la cittadina segu le vicende dello Stato Pontificio, del quale faceva parte e sotto il quale rimase fino al 1859, quando la Legazione di Ravenna si sottrasse alla sua dominazione.
Entrano sulla scena russiana i Farini e i Baccarini, che danno alto prestigio al paese e alla nazione in campo politico e sociale, i Babini ed altri in quello economico-industriale, provocando un radicale cambiamento nella vita economica del paese e imponendosi in campo internazionale. Russi fu poi, con in testa Domenico Antonio Farini, la fucina di un importante centro di azione per gli sviluppi del Risorgimento. Nella rivoluzione del 1831 Russi fu infatti il primo paese di Romagna ad insorgere, ma a fare le maggiori spese di tale insurrezione fu, il 31 dicembre del 1834, lo stesso Farini, che in un’imboscata venne colpito a morte. Da quell’anno al 1870, ben 367 furono le presenze di russiani in moti e guerre per l’indipendenza di Italia. L’eredit morale e politica di Domenico Antonio Farini, proseguir comunque con il nipote Luigi Carlo che diventer pi tardi Dittatore dell’Emilia e Presidente del Consiglio. Sempre su quelle orme si muoveranno poi il ministro Alfredo Baccarini e Domenico Farini, figlio di Luigi Carlo, Presidente della Camera e del Senato.
Dopo l’unit d’Italia si insedi nel paese un Consiglio comunale con spiccate tendenze laiche; in questo nuovo contesto Russi, da centro prevalentemente agricolo, inizi i primi passi verso l’industria e il commercio (gi fiorente in seno alla cittadina dal XVI secolo).
Nel 1878 a Russi venne concesso, con decreto reale, il titolo di citt. Fra gli altri russiani illustri sono da ricordare Silvio Gordini pittore, insegnante e direttore per 34 anni dell’Accademia delle belle arti di Bologna; l’architetto Arnaldo Foschini, presidente dell’Accademia di San Luca e lo storico Delio Cantimori, accademico dei Lincei.

Villa Romana

Risale al I sec. A.C. E’ probabilmente l’insediamento residenziale finalizzato allo sfruttamento rurale più ampio ed importante dell’Italia settentrionale e fu abitato continuamente fino alla metà del IV secolo d. C. Nella Villa si individuano una zona padronale, un’ampia zona produttiva, le terme e le cucine. Gli scavi iniziati nel 1938 hanno restituito un complesso residenziale-produttivo di più di 3500m². Circonda la Villa Romana un’area di riequilibrio ecologico, con bosco igrofilo e stagno perenne, estesa su 13 ettari dentro una cava esaurita di argilla, che ospita un numero elevatissimo di specie vegetali, alcune reintrodotte sulla base di quello che erano le specie autoctone della foresta padana. La fauna della zona è caratterizzata dalla presenza di pipistrelli, rettili ed anfibi. L’area attira anche numerose specie di uccelli migratori.

 

Palazzo di San Giacomo

Sorge a circa 2 Km dal centro cittadino lungo l’argine del fiume Lamone. Il Palazzo fu eretto dai Conti Rasponi, nobili ravennati, e fu concepito come sfarzosa residenza di campagna, lussuosamente decorata, soprattutto nel piano nobile, con affreschi a tema mitologico e allegorico di Cesare Pronti (1626 – 1708) e della Scuola dei Barbiani (sec. XVII). Si tratta del più esteso ciclo pittorico del Sei-Settecento presente in Romagna. Nel 1757 si aggiunse la Cappella esterna, poi ristrutturata da Cosimo Morelli (1732-1812). Il Palazzo è oggi di proprietà del Comune di Russi e sono in corsi interventi di recupero, mentre nella Cappella si celebrano spesso matrimoni.

 

Pieve di San Pancrazio

Sorge nell’omonima frazione a circa quattro chilometri da Russi. Probabilmente è la prima pieve costruita in territorio comunale: la tradizione vuole che sia stata fondata nel V secolo d.C. per diretto interessamento di Galla Placidia. Viene infatti nominata in un importantissimo documento risalente all’anno 963 che enumera tutte le Pievi di Romagna.

 

Museo Civico

Allestito dentro la rocca dell’antico “castrum”, in Piazza Farini, ospita una raccolta di reperti della Villa Romana, il fondo archivistico dedicato ad Alfredo Baccarini, la collezione d’arte della città.

 

Santo Stefano in Tegurio

Sorge nella frazione di Godo, a cinque chilometri da Russi. I documenti ne attestano l’esistenza già dalla seconda metà del X secolo, anche se la sua fondazione è sicuramente anteriore. La sua struttura era ad impianto basilicale a tre navate, ed aveva una forma irregolare, modificata dal restauro subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.